Berlino festeggia i 25 anni dalla caduta del Muro

Key Viusal_ENG   Sono passati 25 anni dalla caduta del Muro di Berlino, un quarto di secolo da quella che era stata una delle pagine più tristi della Guerra Fredda. Molti giovani che oggi visitano Berlino non hanno la più pallida idea di quello che volesse dire vivere in una città separata in due dal muro. Per chi  ha visto Berlino ai tempi della guerra fredda vederla oggi sembra un sogno: il ricordo di quella città è di un luogo buio, angosciante, palazzi inneriti, i resti della guerra e dei bombardamenti ancora evidenti, la porta di Brandeburgo al di là del muro, lo zoo di Berlino dei ragazzi che la droga aveva segnato la loro esistenza, il Kreuzberg la città nella città sinonimo del quartiere turco ma anche dell’integrazione, il simbolo girevole della Mercedes che ancora oggi domina  Kurfurtendaam, uno dei viali oggi più frequentati dai turisti. La parte occidentale della città era divisa in zone distinte presidiate dalla presenza dei militari americani, inglesi e francesi, i cartelli indicavano la fine di una zona e l’inizio della successiva senza soluzione di continuità. La differenza la facevano i bar, i ristoranti, i militari in borghese, le lingue diverse, tutto cambiava nel giro di pochi metri. Una città unica al mondo, collocata al centro dell’Europa, diventata il simbolo di libertà: i finanziamenti che arrivavano dagli alleati alla parte occidentale di Berlino rendevano la vita meno difficile: gli studenti potevano contare su sovvenzioni di ogni tipo, non pagavano la retta dell’università, le case erano a prezzo bassissimo, i libri erano gratis tutto per attirare giovani, musicisti artisti. David Bowie ha costruito qui la sua carriera a Berlino (fino ad agosto c’è una rassegna sul musicista), gli Spandau Ballet, il famoso gruppo inglese degli anni ’80 ha dedicato il nome della band a uno dei quartieri di Berlino dove ha mosso i primo passi.

Poi c’era la Berlino dell’est di cui poco si sapeva e nulla c’era da vedere: oggi per immaginare qualcosa bisogna andare in Alexander Platz, salire sulla metro che vi porta verso Karl-Marx Allee, uscire e trovarsi di fronte a viali sterminati, affiancati da file di palazzoni alquanto anonimi. Oggi questa zona è molto apprezzata dagli stranieri che si trasferiscono a Berlino perché qui gli appartamenti costano poco e le zone sono ben collegate. C’è ancora differenza tra Est ed Ovest? Qualcuno mi diceva recentemente che nascere a Berlino Est ancora oggi fa la differenza, qui si possono incontrare ancora i nostalgici del regime di chi alla corsa al profitto preferiva una vita più modesta, ma più sicura dove tutti potevano contare su scuole, lavoro e la casa. L’unificazione c’è stata e i Berlinesi ancora una volta hanno ricostruito con le loro mani la città, ma le differenze non sono state del tutto piallate. La città dunque si prepara a festeggiare questo grande evento, ripercorrendo il tema della divisione della città, la Guerra Fredda la pace e la riunificazione del 1989. Il muro verrà ricostruito da 8mila illuminazioni a palloncino che ripercorreranno 15 chilometri lungo quello che era il corso del Muro. Dal 7 al 9 novembre le luci ricostruiranno quel muro che per tre decenni hanno creato divisioni e sofferenze tra i Berlinesi. 2013_0812miami0253   2013_0812miami0214 2013_0812miami0215 2013_0812miami0238

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