Catania, un viaggio onirico

Scoprite la Sicilia fuori dai circuiti tradizionali può lasciare sorpresi. Una terra modellata da eruzioni vulcaniche millenarie, terremoti devastanti, animata da storie di Ciclopi, Sirene, avventurieri. Tutto questo sullo sfondo di una città Catania sempre pronta a fare festa, con i ristoranti aperti H24, dove ad ogni ora del giorno e della notte se hai fame trovi bar e ristoranti con le cucine funzionanti. Un aspetto non del tutto scontato per chi vive in una città come Milano dove dopo le 23 è impossibile trovare da mangiare, al massimo ci si affida ai baracchini per strada che fanno panini con la salamella.

2007_0111catania0040 Se volete scoprire la città cercate di calarvi nei ritmi catanesi, evitate come la peste i tour pre-confezionati per turisti, usate i mezzi pubblici per spostarvi in città e fuori – al bando i treni da Catania a Palermo si possono impiegare anche 9 ore – e scoprirete come gli autobus siano puntuali e con essi si possa arrivare ovunque.  Affidatevi all’ufficio turistico del Comune per consigli e indirizzi su che cosa vedere, comodo perché  posto  dietro la Cattedrale di Catania in piazza Duomo: disponibili e pazienti, gli addetti parlano molte lingue e l’ufficio è aperto incredibilmente ad orario continuato dalle 8 alle 18 perfino il 15 agosto, anche questa è una scoperta piacevole.

La tribu del tango si dà appuntamento a Catania

10600452_596020880507391_4024440005712716610_nE’ diventato l’appuntamento dell’estate per la tribu dei tangheri di mezzo mondo: si spostano con il passa parola da una milonga all’altra e i festival sono diventati l’occasione per incontrarsi. Quello di Catania è reputato tra i più belli per le location scelte dagli organizzatori dell’associazione Caminito tango  nei meravigliosi palazzi barocchi della città e per le milonghe sul mare. Quest’anno si sono dati appuntamento 400 tangheri che hanno animato le lezioni dei più importanti ballerini al mondo di tango, hanno ballato tra le mura affrescate, gli stucchi e gli specchi di palazzo Biscari, uno dei più begli esempi di barocco a Catania, appassionati provenienti da 22 paesi  e da 12  regioni italiane. Numeri da capogiro nelle serate di ferragosto fino a 800 persone si sono alternate in pista in un turbillon di volcade, sacade, pivot inebrianti: due patrimoni dell’Umanità il barocco e il tango.

Ad alternarsi in pista e a lezione ballerini argentini famosi come Miguel Angel Zotto e Diana Guspero (nella foto), campioni mondiali di tango, un’occasione per imparare da loro la tecnica e per metterla in pratica insieme agli altri ballerini  Roberto Reis e Natalia Lavandeira, Joe Corbata e Lucila Cionci, Walter Cardozo e Margarita Klurfan, Murat e Michelle Erdemsel, Angelo Grasso e Luna Palacios.  Lezioni e pratica a ritmo incessante e con un’attenzione particolare alle esigenze dei ballerini dilettanti (dai trasporti, alle convenzioni con i taxi, alla ricerca dei partner, con massima disponibilità dello staff dei 50 allievi della scuola di tango di Catania)  il tutto organizzato con rigore e professionalità da farne un punto di riferimento nel panorama del tango internazionale, perché il tango è prima di tutto cultura.

Zotto-Guspero-Biscari (1)

I seminari e workshop del pomeriggio tenuti nella cornice dello splendido albergo del Romano Palace nella zona della playa di Catania, si concludono ogni giorno con la milonga del pomeriggio in giardino, per poi trasferirsi tutti in massa la sera alla milonga sulla spiaggia del Lido Azzurro e proseguire fino al mattino all’alba. Poi prima di coricarsi è d’obbligo cornetti e caffe al bar Etoile aperto di giorno e di notte a due passi dalla Cattedrale.  Il giorno dopo si ricomincia, una settimana intensa che solo le note del tango fanno dimenticare la stanchezza e i piedi doloranti.

Dal sacro al profano e viceversa

La festa di Sant’Agata il 17agosto fa calare in una dimensione sacrale al limite della devozione. Fin dal giorno prima la processione dedicata alla santa della città, schiere di devoti vestiti con saii bianchi e con un copricapo di velluto nero si accalcano attorno alla Cattedrale, ruolo fino a qualche anno fa riservato agli uomini oggi è stato aperto anche alle donne.  La sera che precede la processione le chiese sono aperte ai fedeli e i preti celebrano la messa. Ma è giorno dopo che inizia la festa cittadina: decine di bancarelle vendono le simenze per le offerta (arachidi, semi di girasole, mandorle, ceci), lunghe candele colore miele, dolciumi di ogni tipo.

2007_0111catania0097 La festa del 17 agosto si svolge in maniera ridotta rispetto ai grandiosi festeggiamenti di febbraio, la festa più importante di sant’Agata, ma in questa occasione tanti turisti mischiati ai fedeli e curiosi possono vivere questa festa tra la folla che si snoda lungo le arterie principali del centro cittadino. La processione che porta lo scrigno contenente le reliquie della santa martirizzata a Costantinopoli nel 251 DC, inizia alle 20 per concludersi sotto le luci dei fuochi pirotecnici che illuminano tutta la città.

Storie di Ciclopi e Sirene

Ad agosto è difficile trovare i Catanesi a Catania. Sono spalmati al sole nei luoghi di mare lontani dalla città a Nord verso Acicastello, Acitrezze e Acireale e a sud verso Siracusa, Porto Palo. Per immergersi in un mare verde smerando, da Catania si può raggiungere Acitrezza con l’autobus da Piazza Borsellino (un euro) e in 45 minuti si arriva al borgo di pescatori dopo avere attraversato la città fino ad arrivare al mare e percorrendo tutta la costa.

2007_0111catania0031Il bus vi porta al centro cittadino che dà sul lungo mare da dove  si ha una splendida vista dei faraglioni dei Ciclopi che la leggenda vuole essere stati lanciati da Polifemo per fermare la fuga di Ulisse.  I faraglioni sono immersi nel parco marino  animato da colonie di pesci e stelle marine. Per raggiungerli dalla costa si può chiedere un passaggio ai pescatori del luogo che con le loro barche colorate per 3 euro vi accompagnano e vi vengono a prendere. Portatevi tutto il necessario con voi dall’acqua ai panini perché sull’isola non c’è nulla. La parte dei faraglioni più battuta è quella dell’isolotto di Lachea, l’isola delle capre secondo Omero e oggi sede della stazione di studi di biologia dell’Università di Catania. Da qui si può visitare quella che sarebbe stata la grotta di Polifemo – c’è anche un’improbabile l’impronta del ciclope – e la  grotta dove sarebbe stato tenuto prigioniero Ulisse. Oggi di capre non c’è l’ombra, ma la leggenda vuole che avvinghiati al loro vello scapparono da Polifemo Ulisse e i suoi.

Visitare Acitrezza non è solo l’occasione di un bel bagno in mezzo alle acque cristalline del parco marino: si sprofonda nella leggenda, ma anche nella cultura dal momento che il borgo è noto per il famoso romanzo I Malavoglia scritto da Giovanni Verga.

2007_0111catania0030  Per chi volesse ripercorrere quei luoghi c’è un percorso dei siti del Verga. Prima di riprendere l’autobus per Catania, fermatevi al bar eden nel centro del paese e prendete un tè freddo con la granita al limone oppure alla pesca, una bontà.

Le gole dell’Alcantara, un’avventura nella roccia

Da Catania si possono raggiungere altri importanti centri marittimi da Giardini Naxos (nella foto) a Taormina. Ma la vera scoperta sono le gole dell’Alcantara ai piedi dell’Etna e alle spalle dei monti Nebrodi.  E’ l’unico sito in Italia che presenta la formazione di basalti colonnari dovuti alle colate laviche che risalgono a 8mila anni fa. Le gole si presentano come una ferita nella roccia da dove scorre il fiume Alcantara il cui alveo segna il confine tra le province di Catania e Messina. Si può arrivare alle gole in pullman (10 euro) partendo dalla stazione centrale di Catania in via Archimede: il primo tratto è fino a Recanati da dove si può visitare Giardini Naxos con le sue spiagge e il lungo mare fino a Capo Schisò da dove sorse la prima colonia greca in Sicilia, fondata dai calcidiesi nel 734 AC e distrutta di siracusani nel 403 AC. C’è un museo archeologico molto carino con i resti delle mura della città. Si riparte da Recanati per le Gole dove si scende davanti all’entrata del parco dell’Alcantara.

2007_0111catania0177A prima vista sembra un parco giochi con i percorsi delimitati dal giardino botanico, il museo contadino, bar, ristoranti negozietti perfino l’ascensore. Un filmato di cinque minuti in 4D spiega come si sono formate le gole, con animazioni, fumi e acqua in sala. Scendendo lungo una scalinata di 236 gradini si arriva alla spiaggetta e al fiume le cui acque non sono fredde sono ghiacciate e la correte è fortissima. Il livello dell’acqua è basso e quindi ci si può immergersi se si ha il coraggio di affrontare il freddo: le acque e la corrente sono ottimi rimedi per riattivare la circolazione delle gambe, confermo.

Sul fiume ci si può divertire con il body rafting: ci si butta nelle acque del fiume con apposite mute e caschetto per lasciarsi trasportare dalla corrente del fiume. Chiedete di Franco Stone e Andrea Basalto. Le pietre sono levigate ma ovviamente sono dure, botte e lividi assicurati. Si parte in gruppi di una ventina di persone, ci si veste con la muta, i calzari e il casco. Quindi si scende al fiume e una breve dimostrazione degli istruttori spiegano come affrontare la corrente: gambe piegate, mai rigide, braccia incrociate e le dita per chiudersi il naso. Quindi si comincia a scendere tra i natanti in costume, noi in muta siamo alquanto ridicoli. Però il freddo si sente meno ad eccezione di quando la gelida acqua entra dalla schiena, e qui l’impatto è notevole. Disposti in posizione orizzontale ci si lascia trasportare dall’acqua facendo attenzione ad evitare i massi con i gomiti. Le rapide sono forti e bisogna cercare si non capotarsi oppure girarsi si se stessi. L’esperienza è molto divertente e due ore e mezza passano senza accorgersene.

2007_0111catania0180 Gli organizzatori del parco mettono a disposizione anche un’altra attività per conoscere le gole, il trekking del parco con stivaloni e salopette di gomma per non bagnarsi e potere risalire il fiume e le sue gole tra rocce laviche e cascatelle.

Attorno al parco la vegetazione è quella tipica siciliana, fatta di alberi di limoni, fichi d’india, fichi, vigneti, odori mediterranei che avvolgono i resort della zona come la Casa delle monache, il Poggio e il Borgo: si dorme nel silenzio della campagna sicula e si cena tra i sapori della terra locale.

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Catania, dall’Etna agli scavi romani

Il ritorno a Catania presenta la incantevole scoperta dell’eruzione dell’etna che si può ammirare da via Etnea, una delle strade che partono da piazza Duomo. Il fumo esce in gran quantità e con il buio si può scorgere anche la lava rossa scorrere lungo la montagna divenuta Patrimonio dell’Umanità. Una visita alla città non prescindere dal mercato di pesce cittadino che si svolge tutte le mattine in pieno centro storico: qui il tonno e il pesce spada spadroneggiano a fianco di crostacei, ostriche, molluschi.

2007_0111catania0007 Catania è la capitale del barocco siciliano con monumenti e palazzi costruiti dopo il terremoto del 1631 che distrusse gran parte della città. Anche le eruzioni vulcaniche hanno dato il loro contributo: i resti della lava arrivata fino al mare si possono scorgere lungo la costa, ma anche nei tanti scorci cittadini. Come l’anfiteatro romano in piazza Stesicoro, un complesso posto sotto il livello della strada dove fino alla fine dell’Ottocento la piazza era chiusa e occupata da aiuole ornamentali. Se non vi accostate alla ringhiera che circonda lo scavo rischiate di non vedere nulla. Quello venuto alla luce finora è soltanto una sezione di questo anfiteatro, il terzo per dimensione dopo il Colosseo e l’Arena di Verona e poteva ospitare fino a 15mila spettatori. La città, infatti, a seguito delle eruzioni vulcaniche e dei terremoti è stata costruita sopra questo livello e la gran parte della struttura resta ancora sotto terra sovrastata dagli edifici. In alcuni punti torna alla luce e dà l’idea della sua dimensione che si può solo immaginare.  2007_0111catania0204

Un altro scavo che per secoli è stato inglobato negli edifici cittadini è il teatro greco romano: oggi sono visibili gran parte della cavea, il margine dell’orchestra e pochi resti della scena. L’impatto però è unico: ci si immerge in questo teatro circondato da edifici che arrivano fino all’interno dello scavo. All’ultimo piano è stato ricostruito un museo con i resti ritrovati nel corso degli scavi dislocato in uno degli appartamenti espropriati e che erano stati costruiti con noncuranza tra le cavea del teatro riportato in parte ai suoi antichi sfarzi. Il resto della città è un numero infinito di monumenti dal Monastero dei Benedettini indicato come patrimonio dell’Umanità, al Castello Ursino, alla Cattedrale di Sant’Agata con il suo elefantino al centro della piazza simbolo della città, ai giardini Bellini, al Palazzo Biscari. Buona visita.

Qualche indirizzo utile: B&B in zona centralissima a Catania: La Collegiata, via Vasta 10 tel 095-315256, GlobeTrotter vicolo della Lanterna, 14 tel 393 6863217 – 095 0933021

Per aperitivo e birra ma anche per mangiare velocemente Razmataz wine bar, via Montesano 17/19 Catania 095 311893 . Alla scoperta dei sapori siciliani: Vico S.Barnabà Associazione culturale amici della tavola via S.Barbara 67 – tel 095 311068 – 347 5224013

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