L’ex banker cambia vita per amore delle #Dolomiti

Da Sydney a Corvara, dalla barriera corallina australiana alle Dolomiti. In comune hanno l’essere entrambi patrimonio dell’umanità salvaguardati dall’Unesco, per il resto le differenze sono incolmabili. Per l’ex banker della Jp Morgan, l’investment bank americana con sedi in tutto il mondo, la scelta non è stata facile. “Non sono un banker pentito, però dopo avere viaggiato mezzo mondo mi sono reso conto che anche un paesino come Corvara con 5mila abitanti ha molte potenzialità”.

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Stefano Pezzei

Stefano Pezzei , 35 anni, dopo cinque anni trascorsi tra Londra, New York e Sydney è così tornato a casa con la sicurezza di non partire da zero: i genitori sono da sempre albergatori di questa località perla delle Dolomiti, Corvara, in Alta Badia (Trentino Alto Adige), un comprensorio compreso tra La Villa, San Cassiano, Colfosco, e Badia, 5mila abitanti che in inverno diventa meta indiscussa di sciatori provenienti da tutto il mondo. Con lui anche la moglie come Stefano ex banker che da pugliese ha deciso di seguire il marito con la figlia tra queste ispide montagne, passando dall’inglese al ladino, la lingua locale della valle. “Quando sei all’estero ti rendo conto che molte delle nostre criticità diventano valori e allora metti sulla bilancia tutto e decidi che cosa vuoi fare della tua vita”.

Stefano decide così di tornare a casa un momento prima dello scoppio della grande crisi finanziaria del 2008, dopo il crack della banca d’affari Lehman Brothers che segnò il destino della finanza mondiale: “I segnali della crisi erano evidenti eppure nonostante lavorassi in una grande banca d’affari nessuno sapeva in quel momento come ne saremmo usciti, la confusione era totale”, racconta. Se la vita a New York è dura in tempi normali, in una situazione di incertezza diventa ancora più faticosa: “In quel periodo mi sono reso conto che volevo avere una mia attività, prendermi i miei rischi perché sia chiaro che la società americana per quanto dall’esterno sembra bellissima, alla prova dei fatti è molto diversa”.

La svolta arriva nel 2009 quando le Dolomiti vengono dichiarate patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Questa perla conosciuta in Italia, ma poco all’estero comincia a suscitare l’interesse dei tour operator internazionali. “La mia esperienza all’estero ha così cominciato a dare i suoi frutti – dice il giovane albergatore – le richieste da clienti americani e sudamericani sono diventate sempre più numerose, curiosi di conoscere questa località che coniuga la qualità degli impianti a prezzi concorrenziali”.

Una perla ancora sconosciuta la definisce la stampa internazionale, con una articolata rete di impianti sciistici, il Sella Ronda, attorno ai quattro passi dolomici (Campolongo, Pordoi, Sella, Gardena), la pista della Coppa del Mondo Gran Risa famosa per le prodezze della squadra azzurra e le performance del campione del mondo Alberto Tomba che hanno regalato grande popolarità alla località: ancora oggi qui viene organizzata una delle tappe della Coppa del Mondo di sci quest’anno in programma il 20 e il 21 dicembre con la prima discesa in notturna. Ai paesaggi mozzafiato abbina la cura per la cucina e la ristorazione al punto che, caso unico in Italia, in un’area di 4 chilometri quadrati si concentrano ben 3 ristoranti che vantano 3 stelle Michelin.

Alta Badia_Hike_molography.it (2)Il prossimo passo è promuovere la località non solo come meta invernale, ma anche estiva puntando sull’e-bike e sui percorsi ciclistici come risposta estiva allo sci invernale. “L’obiettivo è creare una domanda anche nei mesi estivi perché le potenzialità ci sono e i turisti pure”. Il problema restano i collegamenti, raggiungere la Val Badia con un mezzo diverso dall’auto è ancora complicato: si lavora con le infrastrutture locali per accogliere i turisti che aatterrano dagli aeroporti di Verona, Venezia e Insbruck, shuttle ad hoc, ma treni e bus restano ancora di difficile fruizione: “In Italia si fa ancora poco per il turismo, non è possibile che la Spagna faccia più pernottamenti del nostro paese”. Con gli ex colleghi della JP Morgan ha mantenuto i contatti e oggi si incontrano sulle piste da sci o davanti a un piatto di grästl. Un consiglio per i giovani italiani che vivono all’estero? “L’esperienza all’estero ti apre al mondo del lavoro, tutti dovrebbero lavorare all’estero per un po’ per tornare convinti che in Italia si può fare tanto”.

www.colalto.it

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