Alla lotteria di Bruce Springsteen

C’è la giornalista free lance, la coppia di pensionati californiani, un francese incanutito, il fan di Freehold nel New Jersey dove Bruce Springsteen è nato e ci intrattiene con aneddoti sulla sua casa d’infanzia che non esiste più, la chiesa, il parroco, i giornalisti che ogni tanto arrivano in questa località lontana dai percorsi turistici. Siamo tutti in fila per la cancellation list davanti alla porta del Kerr Theatre a Broadway, New York, in attesa che qualcuno rinunci al concerto del 20 ottobre di Bruce #Springsteen. Le porte si aprono alle 7pm e abbiamo un’ora per sapere se saremo toccati dalla fortuna oppure dovremo tornare la sera dopo. I newyorkesi vengono quasi tutte le sere a provare la sorte alla cancellation list, ormai diventato un appuntamento fisso. L’alternativa è la lottera: ogni settimana viene messo un biglietto all’asta per 75 dollari, il prezzo originale. Questo perché il teatro è sold out fino a febbraio e i prezzi sono alle stelle da un minimo di 500 dollari ai mille in sù. La notizia è che probabilmente lo spettacolo a Broadway sarà prolungato fino a giugno e si parla di un tour in giro per i teatri di tutto il mondo.

L’appuntamento fisso di Broadway. Intanto noi siamo qui a New York, a Broadway e abbiamo appena assistito all’arrivo di Bruce e Patty al teatro, anche questo ormai un appuntamento fisso, la nuova attrazione di New York. Tutte le sere una schiera di fun si danno appuntamento davanti al Kerr Theatre e attendono che il Boss scenda dalla sua auto e se sei fortunato si ferma, stringe mani e firma autografi. Uno spettacolo nello spettacolo, insomma: puoi vederlo a pochi metri, guardarlo negli occhi, chiamarlo e lui se è di buon umore risponde. La mia serata è stata quella della firma di due palle da baseball e della sua dedica Go Yankee (vedi video). Quella dopo, invece, è entrato velocemente in teatro senza fermarsi se non pochi secondi per firmare qualche autografo. Devi essere fortunato a trovarti sul lato giusto. Alla mia serata era proprio lì sul mio lato e potevo vederlo a pochi metri. Ero già contenta così, con la maglietta del concerto in mano quando mi indicano la fila delle cancellazioni. Tento la sorte.

Alla lotteria di Bruce Springsteen. Ci contiamo, io sono l’ottava, mi dicono che ogni sera non ci sono più di una decina di cancellazioni. Guardo le persone arrivare, soddisfatte con il loro biglietto in mano, perfino disabili che per nulla al mondo rinuncerebbero al concerto. Giovani e meno giovani, il pubblico di Bruce è come agli stadi, ma qui partecipa chi agli stadi proprio non va. Mentre sfilano gli spettatori, noi siamo qui in fila ad aspettare l’esito delle cancellazioni, nell’attesa i fun raccontano i loro aneddoti, chi gli ha stretto la mano durante la presentazione del libro biografico lo scorso anno, e poi i concetti, chi è venuto a Roma al Circo Massimo lo scorso anno, chi è arrivato a vedere 4 concerti negli States, beh se paghi un biglietto aereo per venire in Europa, puoi pagare anche 500 dollari al Kerr Theatre di New York, penso dentro di me. Ecco che arriva la ragazza del box office. Ci sono due biglietti uno da 500 dollari e l’altro da 750 dollari. Non ci posso credere: questo non è il secondo mercato, questo è il box office the Kerr Theatre vuol dire che chi non si è presentato aveva acquistato il biglietto a quella cifra. Non dovevano costare 175 dollari? Dove sono finiti quei biglietti? E soprattutto chi si aggiudicherà i primi biglietti? La regola è questa: ti chiamano, il box office ti dice qual è il prezzo del biglietto, se ritieni che sia troppo alto, allora torni in fila e aspetti il prossimo giro nella speranza che ci sia un altro biglietto a disposizione e soprattutto che costi meno del primo.

Nulla è scontato alla lotteria di Bruce Springsteen. La prima ad essere chiamata è una signora americana: è arrivata alle due del pomeriggio ed è riuscita a farsi autografare la foto da Bruce. E’ la sua serata: pagherebbe qualsiasi cifra per conquistare un biglietto. Con determinazione si fa avanti e sgancia la bellezza di 500 dollari. E’ la donna più felice della terra. Il secondo è il francese incanutito: non fa una piega anche lui e compra il biglietto a 500 dollari.  Sembra un bambino, non pensava di farcela. Il terzo biglietto lo compra la giornalista free lance per 750 dollari!!! Quando esce dal botteghino è ancora incredula non pensava neppure lei di comprarlo, ha chiamato la madre senza dirle quanto ha pagato il biglietto. Poi viene il mio turno: che cosa farò? Non sono preparata a pagare tanto… Arrivo al box office: il mio biglietto è lì che mi aspetta per la modica cifra di 500 euro. Non faccio una piega e rifiuto l’offerta, sperando in un altro giro di giostra. Naturalmente quello dopo di me lo acquista senza battere ciglio.

Chi stabilisce il prezzo dei biglietti. Dopo qualche turno si ricomincia: una coppia non si è presentata. Andiamo io e John. Quando arriviamo al botteghino ci dicono 700 dollari…ciascun biglietto. What??? Ho rifiutato quello da 500 dollari come posso accettare quello da 700??? Lo stesso fa John e il nostro posto lo prende la coppia di pensionati californiani: “Sa, mio marito è un gran fun di Springsteen e ripartiamo domani per San Francisco” si giustifica. I biglietti sono finiti, il concerto è iniziato e a noi non resta che la lotteria.  Nessun concerto, ma è stata comunque un’esperienza dalla quale esco con qualche domanda: questi biglietti venduti a queste cifre non hanno nulla a che vedere con il secondo mercato, è il box office del Kerr Theatre che li vende a queste cifre stratosferiche.  E ancora, quanto vale una passione? Trovo poco etico che chi canta di disoccupati e working class poi si faccia pagare 750 dollari il biglietto. Se poi votano Trump, non meravigliamoci.

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“Springsteen on Broadway” at the Walter Kerr Theatre in New York. (Rob DeMartin)

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Bruce Springsteen performs onstage during “Springsteen On Broadway” at Walter Kerr Theatre on October 12, 2017 in New York City.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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